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Disturbo da Ansia di Malattia

o Ipocondria

A tutti noi sarà capitato di preoccuparsi, almeno una volta nella vita, della nostra salute o di quella di un nostro caro. È assolutamente normale sperimentare ansia e preoccupazione se stiamo aspettando il referto della biopsia oppure se ad un nostro amico potrebbe essere diagnosticata una grave malattia.

L’ansia per la salute è un problema relativamente comune e che può provocare un grave peggioramento della qualità della vita. Essa può essere costosa per la persona che ne soffre e anche per il sistema sanitario, a causa dell’elevato ed ingiustificato numero di visite ed esami medici.

Una persona che soffre di questo disturbo, potrebbe convincersi che un po’ di mal di gola possa dipendere da un tumore all’esofago, oppure una persona che sente dei “formicolii” alle gambe potrebbe credere di avere una grave malattia. La conseguenza è che questa paura si traduce nella continua ricerca di informazioni e di rassicurazioni sui sintomi o sulla malattia temuta. Le malattie più spesso temute sono il cancro, l’infarto, l’ictus, la sclerosi multipla, l’AIDS, la SLA, per le quali è generalmente prevista una prognosi infausta o una grave e prolungata sofferenza.

CHI SOFFRE DI ANSIA PER LA SALUTE:

  • Passa molto tempo a preoccuparsi per la propria salute senza che ci siano sufficienti motivi per farlo.

  • Ripetutamente cerca rassicurazioni sul fatto che vada tutto bene da altre persone quali: familiari, amici o medici.

  • Controlla il proprio corpo alla ricerca di sintomi e, più controlla,  più gli sembra di notare sintomi particolari e segni specifici nel proprio corpo.

  • Può continuamente cercare informazioni sulle malattie, per poi iniziare a fare attenzione ai segni di una determinata malattia in se stesso, o può evitare certe attività, come se fosse realmente malato, o evitare informazioni o programmi televisivi che parlano di malattie.

  • Conduce la sua vita facendosi condizionare eccessivamente dalle preoccupazioni e dai comportamenti associati ad esse.

I FATTORI CHE MANTENGONO L’ANSIA PER LA SALUTE

1. Ansia

Quando una persona comincia a preoccuparsi molto per la propria salute è una normale conseguenza che cominci anche a sentirsi in ansia. Normalmente i sintomi dell’ansia sono: fiato corto, palpitazioni, tremori, confusione mentale, nodo in gola, nausea, tensione muscolare, formicolii o spilli a mani e piedi. Queste sensazioni, anche se molto sgradevoli, sono innocue. Le persone che soffrono di ansia per la salute, però, tendono a considerare anche queste sensazioni come segnale di malattia, alimentando così la preoccupazione di avere qualcosa di grave. “Non credo che l’ansia possa farmi stare cosí male. Non può essere solo l’ansia questo formicolio o questo tremore e questo dolore muscolare. Deve esserci qualcosa non va!”. La preoccupazione, a sua volta, alimenta la reazione d’ansia in un circolo vizioso fatto di ansia e preoccupazione.

2. Attenzione focalizzata sul corpo

Quando si ha un problema è naturale che ci concentriamo su di esso per cercare di risolverlo. Quando si sta male, è naturale concentrare la propria attenzione sui sintomi. In questo disturbo, questo sano processo di attenzione focalizzata sul corpo rende più chiari ed amplifica la percezione anche dei più piccoli e normali cambiamenti corporei e porta ad interpretarli come minacce per la salute.

3. Controllo

Le persone fanno anche altro: si palpano, tastano, monitorano i loro parametri, continuano a deglutire, per valutare la gravità della situazione. Questi comportamenti mantengono l’attenzione sui sintomi, amplificano l’ansia e peggiorano la situazione. Se la persona continua a palparsi il seno dopo un po’ il seno comincerà a far male e questo avrà prodotto proprio il sintomo che si temeva. Il controllo alimenta il circolo vizioso del disturbo.

4. Ricerca di rassicurazione

Quando la paura e la preoccupazione di avere una grave malattia aumentano, aumenta il controllo, l’attenzione è maggiormente focalizzata sui sintomi e cresce la paura. La persona che é spaventata ricorrerà alle rassicurazioni che potrà ricevere da parte del medico e, a volte, di familiari e amici. Molte persone si sottopongono ad esami e analisi mediche anche invasive per sentirsi più sicure. Quando l’esito degli accertamenti è negativo si abbassa momentaneamente l’ansia, ma, al minimo segnale, l’ansia ritorna. Allora, la persona realizza di non poter escludere con certezza di non avere una malattia o di non ammalarsi mai nella vita. Non appena avvertirà una strana sensazione riemergerà il dubbio di avere un problema di salute a cui la persona reagirà con preoccupazione, ansia, controlli e richiesta di rassicurazioni.

5. Ricerca di informazioni sulle malattie

Le persone con ansia per la salute si documentano molto sulle malattie temute o, in generale, su tutte le malattie, cercano, su internet o sulle riviste, tutte le informazioni sui sintomi che provano, per cercare di capire se sono affette da quella patologia, riconoscere i primi segnali o impedirne il suo sviluppo. Anche questo comportamento aumenta la concentrazione sul proprio corpo e la sensibilità a cogliere le più piccole sensazioni che, anche se innocue, vengono interpretate catastroficamente. Documentarsi sulla malattia è anche un modo per ottenere rassicurazioni sull’assenza della malattia, ma questo atteggiamento mantiene l’ansia.

6. Evitamento

Molte persone, invece di cercare informazioni sulla malattia temuta, fanno l’opposto e, evitano qualsiasi informazione, rivista, programma televisivo sull’argomento. Altre evitano addirittura di parlarne, di recarsi dal medico o di entrare in ospedale, di sottoporsi a visite ed accertamenti consigliati, come il pap-test o il prelievo di sangue, perché temono che venga diagnosticata loro una brutta malattia. Pensano che, dato che non si può avere la certezza al 100% di non essere malati, non serva a nulla sottoporsi ai controlli. L’evitamento impedisce di pensare in modo realistico e favorisce fantasie e interpretazioni arbitrarie, che mantengono attivo il circolo vizioso dell’ansia e della preoccupazione per la salute.

Molte persone conducono una vita piena di limitazioni: evitano di praticare sport, sollevare pesi, non usano le scale, si sdraiano ogni volta che notano un sintomo. Meno il corpo è allenato e più facilmente si affatica, quindi al minimo sforzo o movimento si tende ad avvertire una serie di sensazioni sgradevoli: fiato corto, stanchezza, dolori articolari. L’assenza di allenamento può fare aumentare le preoccupazioni per la salute e ridurre ulteriormente l’esercizio fisico.

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TERAPIA DEL DISTURBO DA ANSIA DI MALATTIA

L’andamento del disturbo é generalmente fluttuante, una persona può alternare periodi, anche piuttosto lunghi, in cui si preoccupa eccessivamente per la salute, a periodi in cui le preoccupazioni sono assenti o ridotte e transitorie. Ma, se non trattato è un disturbo che tende a cronicizzarsi, e a generare sempre una maggiore sensazione d’insicurezza per la propria vita.

PSICOTERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE

Tra i diversi tipi di psicoterapia, quella che attualmente ha maggiori prove scientifiche di efficacia nel trattamento del disturbo d’ansia per la salute è la terapia cognitivo-comportamentale. La ricerca ha dimostrato che con questo tipo psicoterapia si ottiene una riduzione della sintomatologia e si osservano miglioramenti nella qualità della vita.

FARMACI

Alcune ricerche mostrano che i farmaci “antidepressivi”  possono essere efficaci per alleviare i sintomi o essere utilizzati per trattare altri disturbi d’ansia o depressione presenti in comorbilità.

Gli antidepressivi sono farmaci abbastanza sicuri e hanno poche controindicazioni, pochi effetti collaterali e non danno dipendenza. Quando il disturbo d’ansia per la salute è lieve, vengono spesso utilizzati i farmaci ansiolitici (benzodiazepine). Quest’ultimo tipo di farmaci può aiutare a placare l’ansia a breve termine, ma generalmente la sua azione non è risolutiva. Inoltre, essi possono dare dipendenza se assunti in dosi elevate per lunghi periodi e quindi vengono prescritti solo per poco tempo o per un’assunzione al bisogno, ma non possono costituire un vero e proprio trattamento farmacologico a lungo termine.

Spesso, inoltre, le persone che soffrono di ansia per la salute hanno paura ad assumere farmaci perché temono che possano arrecare danni al proprio organismo e perché hanno effetti collaterali. I farmaci hanno il grosso vantaggio di dare sollievo dall’ansia in tempi relativamente rapidi e possono essere usati da soli o assunti in associazione al trattamento psicologico, sono poco costosi e richiedono poco impegno. Hanno una grossa limitazione, però,  quella che non insegnano a superare le paure.

Se il medico dovesse ritenere opportuna la prescrizione di uno di questi farmaci, la terapia farmacologia dovrebbe comunque essere associata alla psicoterapia.

Generalmente si segue una terapia farmacologia intanto che si imparano le tecniche psicologiche, scalando fino alla sospensione dei farmaci nel momento in cui l’efficacia della psicoterapia è abbastanza consolidata.

 

Per risolvere il problema è opportuno cominciare a pensare che si tratti di un problema di origine psicologica e rivolgersi a specialisti della salute mentale invece che ostinarsi a cercare nel campo della medicina.