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Disprassia

Si tratta quindi di un’alterazione dello sviluppo nell’acquisizione della gestualità, in assenza di un deficit mentale, di turbe psichiche e di disturbi neuromotori, neurosensoriali e neuromuscolari.

Compiere gesti significa realizzare un insieme di movimenti coordinati nel tempo e nello spazio con determinate finalità.

Il bambino affetto da disprassia esegue tali serie di movimenti in modo asincrono, deficitario e inefficace, fatica quindi a programmare ed eseguire azioni intenzionali in serie o in sequenza.
 

SINTOMI DELLA DISPRASSIA EVOLUTIVA

  • ritardi nel raggiungimento delle tappe di sviluppo motorio (passaggio alla posizione seduta, gattonamento, deambulazione)

  • goffaggine nei movimenti

  • scarse capacità sportive

  • disgrafia

  • difficoltà di coordinazione non dovute a condizioni patologiche mediche, quali paralisi cerebrali infantili, distrofia muscolare o altro;

 

La diagnosi di disprassia prevede che queste prestazioni inadeguate interferiscano in maniera significativa con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana.
 

PERCORSO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO

Generalmente a notare i primi segnali di disprassia sono i genitori. Alcune manifestazioni infatti insorgono già nell’arco dei primi due anni di vita.

Sarà il pediatra allora a consigliare alla famiglia di rivolgersi a uno psicologo o neuropsichiatra infantile.